frigorifero? quanti errori!

frigorifero? quanti errori!

Quante volte ci è capitato di fare la spesa, tornare a casa e riporre il cibo in frigo alla rinfusa? Quante volte i nostri figli per aiutarci ci hanno chiesto in che scompartimento poter riporre un determinato alimento e quante volte abbiamo risposto “vedi tu, dove trovi posto, dove capita”?! Ma è davvero tutto così trascurabile? Siamo sicuri che un alimento possa essere al sicuro solo perché è in frigo “dove capita”? e soprattutto è sempre necessario conservare tutto in frigo?
Partiamo dall'ultimo questito. In realtà non è esattamente così. È importante sapere che i vegetali non trattati possono essere tranquillamente conservati fuori dal frigo in un luogo della casa più fresco e asciutto. Anzi, in alcuni casi, le basse temperature possono provocare, come effetto collaterale, la perdita di alcune sostanze che conferiscono l’aroma. Ad esempio, succede con alcune varietà di pomodori. Motivo per il quale alcuni vegetali acquistati al supermercato hanno un sapore molto inferiore rispetto a quelli acquistati dal contadino. E ciò accade spesso nella gestione dei prodotti ortofrutticoli a a grande scala, che prevedono temperature di stoccaggio inferiori a 20gradi e attuate per circa tre giorni.
Suggerisco sempre di affidarsi ai prodotti di stagione ed a km zero. Perchè sono più salutari, più gustosi e, dettaglio importante, nella maggior parte dei casi si possono conservare fuori dal frigo, evitando di caricarlo e quindi tutelando la sua temperatura ideale. Perchè il controllo della temperatura è l'elemento chiave per una corretta conservazione dei nostri alimenti; riempire un frigo di ogni cosa, saturando ogni spazio, vuol dire comprometterne il corretto funzionamento.
Il frigo dovrebbe avere una temperatura dai 2 ai 4 gradi, perché, in questo intervallo, i batteri non si riproducono o almeno non così tanto da preoccuparci. Ovviamente, ci interessano batteri patogeni quali listeria, salmonella, ma per evitare che i cibi vadano a male più velocemente, bisogna inibire anche la replicazione di batteri più “innocui”. Si parla di intervallo di temperatura del frigo perché questa non è uniforme in tutti i ripiani. Di conseguenza: carne e pesce vanno conservati nei ripiani più freddi che generalmente sono quelli in basso (la disposizione può variare in base alla marca dell’elettrodomestico), e preferibilmente all’interno di contenitori per evitare la contaminazione di altri alimenti, poco più sopra di norma c’è un altro ripiano riservato ai vegetali; che, non a caso, sono disposti in un contenitore. Questo serve a preservare il grado di umidità, per tutelarne al meglio la conservazione (i vegetali sono per lo più composti da acqua, vitamine e minerali, se varia il grado di umidità perdono acqua di vegetazione e di conseguenza perdono anche vitamine e minerali che ci interessano molto). Nei ripiani centrali troviamo posto per: formaggi, uova, dolci, avanzi di pietanza freddi e non caldi, nella porta del frigo solo i cibi che non hanno bisogno di essere ben freddi e quindi: burro, bevande, marmellate, salse in tubetto ma non uova o latte perché gli scambi di temperatura con l’esterno sono più frequenti quindi questi alimenti potrebbero contaminarsi con più facilità.
Adesso prova a dare una sistemata al tuo frigo, magari acquista anche un termometro 'da frigo' che ti può essere utile per controllare che tutto sia regolare nella tua 'dispensa fredda' e... alla prossima!
Veronica Testa, nutrizionista

"L'ideale sarebbe non averlo proprio, il frigo. Cibo fresco, non freddo. Una meraviglia!" (Alaimo, cuoco)